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June 5, 2020

Isole Eolie

Basi di partenza: Reggio Calabria o Portorosa

Durata: 7 giorni

Punti di interesse: le sette Isole dell’Arcipelago

La crociera si svolge tra due Regioni – Calabria e Sicilia – ma sarebbe più giusto dire “tra due mondi”, perché dalla realtà si passa in un attimo alla fiaba.

Prima tappa a Vulcano, isola mitologica – qui per i Romani si trovavano le fucine del fabbro degli Dei – un tempo rifugio di pirati, oggi famosa per le sue acque sulfuree, le spiagge di sabbia nera e i vigneti del Piano. Il tempo di un bagno tra bolle e fumarole e si salpano le ancore.

Tappa a Stromboli, per una visita a Ginostra, con il suo minuscolo porto. I più ardimentosi possono scegliere di salire al cratere, se visitabile, mentre il mare è pronto ad accogliere tutti. La sera, si può trascorrere a bordo, in navigazione notturna intorno all’isola, o a cena nei ristoranti di San Vincenzo, il borgo principale dell’isola. 

Panarea merita l’escursione per le spiagge incantevoli di Cala Junco – con i suoi scavi archeologici – di Zimmari e della Calcara, e per le passeggiate tra i vicoli e le piccole calli del paese. Nel passato, era questo il centro economico e commerciale dell’arcipelago, facile da difendere e ben protetto dal mare. Arrivato a raccogliere più di 1.000 abitanti, in epoca moderna divenne centro di emigrazione verso le Americhe e l’Australia. Oggi, conosce un fortunato revival grazie ad un turismo esclusivo e riservato, che non disdegna però l’arte, il folklore, lo shopping e il divertimento notturno. 

Il viaggio continua, destinazione Salina. Sulla rotta, la sosta per il bagno si fa a Pollara, una spiaggia-paese, incastonata tra le vestigia di un antico cratere vulcanico, ormai semisommerso nelle acque turchesi dell’isola. A terra, ginestre e felci, cactus e glicini fanno da cornice ad una piccola baia di sabbia e ciottoli, quasi sospesa tra rocce incombenti. Il luogo fu reso immortale dal cinema di Massimo Troisi, che qui girò il suo celeberrimo “Postino”.

Filicudi ed Alicudi ci attendono. Capperi, piante di carrubo, vigneti e ulivi contendono lo spazio alle rocce brune a colpi di sentieri, terrazze e muri a secco. Poche le case, quasi assenti negozi e turisti. Qui la natura è padrona, con i suoi suoni, colori e profumi. Speciale è la notte, perché non essendoci illuminazione artificiale, la luce la danno solo le stelle.

Al rientro, una nuova sosta a Salina è d’obbligo. Si getta infatti l’ancora per il bagno alla spiaggia di Rinella, una mezzaluna nera sovrastata da grotte scavate nella roccia per proteggere le barche dei pescatori locali. L’acqua, limpida e poco profonda, è un incanto per la ricchezza dei fondali e il gioco dei vapori gassosi, testimoni di un passato non del tutto archiviato.

Adesso non resta che decidere: si ricomincia il giro o si rientra per davvero?

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